I segreti delle carte francesi, una storia antica per un gioco senza tempo - Jack The Dealer
I segreti delle carte francesi, una storia antica per un gioco senza tempo

I segreti delle carte francesi, una storia antica per un gioco senza tempo

Da 400 anni si gioca con cuori, quadri, fiori e picche, re, regine e fanti. Ma siete sicuri di sapere il vero significato di segni, simboli e figure che decidono le sorti delle nostre partite?

La loro origine è avvolta nel mistero. Non si sa né dove né esattamente quando, né tantomeno da chi, siano state inventate le prime carte da gioco. C’è chi dice in Cina quasi mille anni fa, altri sostengono in India, altri ancora pensano che siano nate quasi contemporaneamente in diverse culture e civiltà.

Quel che è certo è che fino all’invenzione della stampa le carte erano fatte tutte a mano ed erano soprattutto roba da ricchi. Anche dopo l’introduzione della stampa, a partire dal ‘400, erano un oggetto comunque costoso e quelle “popolari” più a buon mercato, usate nelle taverne, erano piuttosto grezze e fragili.

I semi comparvero nel ‘600

I due modelli di carte che si diffusero per primi in Europa furono quello a semi italiani (coppe, spade, denari e bastoni) e quello a semi tedeschi (foglie, ghiande, campanelli e cuori). Le francesi, la tipologia che oggi è protagonista di tutti i principali giochi internazionali, arrivarono un po’ dopo. Cuori, quadri, fiori e picche – cioè i semi dei mazzi di carte francesi – fecero la loro comparsa ufficiale solo all’inizio del ‘600 e furono utilizzate in gran parte del Nord Europa.

Pare che i semi francesi fossero una forma più stilizzata dei semi tedeschi e furono poi adottati anche in Inghilterra. Ovviamente pochi, in quel periodo, erano in grado di leggere ma pressoché tutti capivano i segni, le figure e il valore delle carte da gioco. Alcuni studiosi ipotizzano che i semi in origine si riferissero agli ordini sociali del Medioevo: Coppe il Clero, Denari i Mercanti, Spade i Nobili e Bastoni i Contadini. Nelle carte francesi le Coppe sono poi diventate Cuori, i Denari Quadri, i Bastoni Fiori e le Spade Picche.

La Rivoluzione Francese “uccise” re e regine anche sulle carte

Ci fu anche un epoca in cui scomparvero re, regine e fanti: durante la Rivoluzione francese sulle carte furono messe al bando le figure degli odiati nobili, sostituendole rispettivamente con uomo col berretto frigio dei rivoluzionari (chiamato con nomi differenti per ogni seme); quattro Libertà e quattro Uguaglianze.

Solo nell’800 si cominciarono a inserire i valori numerici sul bordo delle carte: sembra un semplice dettaglio ma di fatto permise di tenere in una sola mano le carte, aprendole a ventaglio per costruire meglio le combinazioni. Un altro dettaglio importante fu poi il disegno simmetrico delle figure: prima di questa innovazione si era costretti a girare le carte fornendo così agli avversari l’informazione che si aveva in mano una figura. Risale sempre al XIX secolo la scelta dei due soli colori delle carte francesi, rosso e nero, che fece risparmiare in maniera significativa sugli impianti di stampa.

Il mazzo di francesi tradizionale è composto da 52 carte, il jolly (o matta) fu introdotto solo per un particolare gioco, l’Euchre. Oggi il jolly viene usato ancora per giochi molto diffusi tra cui il burraco, il ramino, scala 40, Machiavelli, tutti giochi per i quali “Jack the Dealer”, il robot che mescola e distribuisce le carte, può essere programmato per gestire un numero di carte superiore allo standard.

Qualche curiosità

Sapevate che uno dei due jolly (rosso o nero) dovrebbe essere più decorato dell’altro, non sempre però tutti i produttori di carte si adeguano a questa accortezza. Un’altra curiosità riguarda il disegno dei fanti: quelli di cuori e di picche sono ritratti di profilo e mostrano un solo occhio, mentre quelli di fiori e quadri, e tutte le altre figure, sono frontali.

Ed eravate consapevoli che nel mazzo c’è anche un “re suicida”? È quello di cuori, che tiene di solito la spada dietro la schiena quasi nel gesto di pugnalarsi. Anche l’asso di picche ha una particolarità, quella di essere di dimensioni molto più grandi degli altri. Sembra che l’usanza sia iniziata a causa di una legge inglese, voluta da Re Giacomo I, che prevedeva una stampigliatura proprio su questa carta come verifica dell’avvenuto pagamento della tassa sulla produzione delle carte.

Insomma, le carte moderne che tenete in mano durante le partite o i tornei, magari distribuite al tavolo da una tecnologia moderna e affidabile come “Jack the Dealer”, hanno una storia che viene da molto lontano e che racconta una cultura e una passione per il gioco che hanno attraversato i secoli.

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